Cesena-Montenegro-Croazia-Cesena in moto, parte 2

.. segue dal racconto precedente

Vi scrivevo che restando qualche giorno a Budva abbiamo avuto la possibilià di visitare un po’ di zone limitrofe, compreso l’entro terra, dove siamo andati a Cetinje, piccola cittadina che fu, fino alla prima guerra mondiale, la capitale del Regno del Montenegro.

 Tristissimo paesello di 15.000 anime dove ci sono le vecchie sedi delle ambasciate. Dire che non c’era nessuno è quasi un eufemismo, ma avremo incontrato non più di 30 persone,

 tra cui … Babbo Natale!!!!

Ci siamo fermati pochissimo:

 una passeggiata fino al palazzo presidenziale e fino ad un monastero dove per entrare c’erano da fare troppe trafile (riempirsi di pulciosi parei, nonostante fossimo con pantaloni lunghi e magliette non troppo aderenti) per poi andare a Rijeka Crnojevica!

Come ultima foto nel post di ieri ho pubblicato uno scorcio strepitoso di un fiume visto dall’alto. Per arrivarci abbiamo imboccato una stradina panoramica dove due macchine non passano, ma probabilmente a fatica anche una moto e una macchina. L’indicazione era per Rijeka Crnojevica appunto, dove per pranzo ci siamo fermati a mangiare uno strepitoso brodetto di pesce nell’unico ristorante del piccolissimo villaggio.

Quella che vedete è la foto del piccolo centro, praticamente un agglomerato di case, ma la bellezza della strada panoramica per raggiungerlo e poi la possibilità di vedere i colori della natura, il verde brillantissimo e quel percorso fluviale non ha prezzo.

Il giorno dopo abbiamo lasciato Budva per Cattaro (Kotor). Cattaro è la cittadina dove ho lasciato il cuore e si trova in fondo a fiordo delle famose “Bocche di Cattaro” . Temo di essere in difficoltà nel raccontarvi della mia permanenza, perchè mi sono sentita talmente tanto bene, a mio agio, colpita dalla bellezza e della cittadina, e delle montagne che la circondano!

Ma anche dalle persone che abbiamo incontrato, di una gentilezza disarmante.

Quella che vedete è una delle porte di ingresso della Stari Grad (la città vecchia) di Cattaro e alle spalle si può vedere la montagna dove si trova una cinta muraria restaraurata da poco.

1300 scalini che portano da 0 a 280 mt sul livello del mare e che regalano una vista degna di nota. Vi sconsiglio di fare come noi: siamo partiti dal centro di Cattaro poco prima di mezzogiorno, caldo africano e quando arrivate in cima agli scalini, se avete terminato l’acqua, la potete comprare sborsando 2,5 euro a bottiglietta da mezzo litro .

Questa foto è stata scattata poco prima della cima del percorso :

bello vero??!

Ma un’altro spettacolo lo abbiamo vissuto quando, dal centro di Cattaro voltando a destra dopo il cimitero, proseguendo per circa 17 km per poi salire verso Lovcen (queste le indicazioni che abbiamo ottenuto … sempre senza un cartello) siamo andati alla ricerca del punto più alto dove vedere tutto il fiordo !

La prossima settimana vi racconterò di Dubrovnik, di come evitare di passare da Dubrovnik verso Spalato dalla Bosnia, passando per Peljesac, una penisola molto “napa valley” .

Vi lascio con la consueta foto, qui mi sono molto emozionata, mi sembrava di essere un granello di polvere in mezzo al MONDO!

Cesena-Montenegro-Croazia-Cesena in moto , parte 1

e così anche quest’anno sono andata in vacanza in moto, un mezzo che mi piace tantissimo, per la libertà che regala e poi, non è così scomodo girare in moto e comunque io sono una da pochi abiti in valigia !!!

Detto questo mi piacerebbe farvi un riassunto veloce della vacanza, ma sarà difficile, perchè sono stati 15 giorni e ci sarebbe moltissimo da raccontare e da farvi vedere!

Siamo partiti nel pieno delle “vacanze italiane”: il 7 agosto, traghettando la moto da Ancona e fino a Bar in Montenegro

In traghetto durante il tragitto abbiamo conosciuto un simpatico ragazzo di origine albanese che tornava a casa per le ferie, passando appunto dal paese appena sopra il suo natale. Non avendo prenotato assolutamente nulla ci siamo fatti consigliare da lui che ci ha proposto di scendere fino al confine con l’Albania , a Ulcinj , paese che si trova a 25 km circa da Bar.

Abbiamo trovato un luogo particolare, forse più simile ai suk marocchini che non al Montenegro, con un sacco di moschee e una spiaggia lunga ben 13 km!

In Montenegro si trovano appartamenti per dormire (Sobe in lingua locale) a pochissima spesa, pulitissimi, anche se arredati principalmente con solo l’essenziale. Restando sull’onda dei consigli, dall’ufficio turistico ci hanno indicato un ristorante di lusso per la cena, sulle rive del fiume Bojana (che divide il Montenegro dall’Albania)

Ragazzi, pesce ottimo, mangiato in quantità in una palafitta che guardava la riva opposta, serviti e coccolati come pascià, con ottimo vino e frutta succosissima, spesa 20 euro a testa .. da noi, una cena così si sarebbe aggirata almeno sui 50 euro a testa, ma trovare il ristorante non è stato così facile, perchè non c’è un cartello per la strada, che è comunque molto buia e con un asfalto piuttosto scivoloso, ed essendo in moto, un po’ di ansia c’era!

Ci siamo fermati a Ulcinj solo una notte, per poi risalire il giorno dopo verso Budva, considerata la Rimini del Montenegro, ma io che a Rimini ci vado spesso … posso dire che non ha davvero attinenza, se non per le tante discoteche a cielo aperto. La Stari Grad (ovvero città vecchia) di Budva è davvero molto molto carina, ma tutto il paese di Budva in generale. Qui abbiamo alloggiato in un appartamento trovato per caso, senza passare dall’agenzia turistica, a ben 12,5 euro a testa al giorno!!

Restando a Budva per qualche giorno siamo riusciti a visitare un po’ di meraviglie della zona: la natura del Montenegro è davvero travolgente e il paese è come una bellissima donna, lussuriosa, ma ancora non contaminata da extension, french alle unghie e trucco permanente

Questa meraviglia è Sveti Stefan , purtroppo non siamo riusciti a visitarla perchè siamo andati di sera ed era chiusa: è un albergo, che di giorno permette le visite, mentre la sera è chiusa

Un altra isoletta magnifica, ma devo dire che la guida ci ha un po’ ingannato è Sveti Nicola . Nella guida (lonely planet) era descritta come isolotto dove i conigli vengono a riva a salutare.. ma quando siamo arrivati, al posto dei conigli abbiamo trovato un ristorante

Attenzione, perchè se andate a Sveti Nicola  non dovete portarvi viveri “da casa”, infatti vi accoglie un cartello che dice che sono proibite bevande  cibo al sacco e ci sono guardie che girano a controllare. A onor del vero, io ho pranzato con un insalata ed acqua al ristorante e ho speso solo 3 euro, però avevo della frutta con me e non ho potuta consumarla tra un bagno e l’altro e tra l’altro l’isola è chiusa per gli 8/10, si puo’ visitare solo una parte davvero molto piccola, bellissima, ma risicata

Donne, se siete gelose non andate con i vostri uomini in Montenegro, la “fauna” femminile è di una bellezza travolgente, mentre i maschietti montenegrini non altrettanto … ho dato un sacco di bottigliate di plastica in testa a chi di dovere … eheheh!

Domani finisco il racconto, qui siamo solo all’inizio, ma voglio chiudere il post con la foto di uno dei posti che più mi ha emozionata del Montenegro

Cartaceo o virtuale?

tra pochi giorni partirò per le vacanze, sabato mattina esattamente e come ogni volta in cui sto via più di 4 giorni si pone il problema libri …

vi assicuro che è diventato un problema, perchè andando in vacanza in moto devo scegliere cosa portare e cosa no ..

starò in vacanza 15 giorni, sicuramente molto tempo sarà speso nel visitare il paese dove andrò, ma si sa … i lettori incalliti, quando hanno 5 minuti in più aprono il libro e si sprofondano in nuove storie (ho sempre un libro in borsa)

Ho comprato due mattoni scritti fitti fitti per l’occasione, non ero tanto interessata al titolo quanto alla quantità di parole, vi sembro pazza? forse sì, chiaro che non ho comprato un trattato di filosofia ed uno di economia aziendale, sono andata nello scaffale dei romanzi gialli e ho preso i pocket più grossi e compatti che c’erano

sono lì, vicino al comodino, non li ho nemmeno sfogliati..ma conoscendomi so che quelle 1500 paginette non mi basteranno e così .. la domanda sorge spontanea: sarà mica il caso che mi compri un E-reader prossimamente?

Se qualcuno di voi ha esperienza e vuole consigliarmi, prego, i commenti sono a disposizione !!!

Tornerò il 23 agosto, e se qualcun’altro tra di voi se ne andrà in vacanza, buon viaggio: il mio sarà sicuramente meraviglioso

Ottima compagnia, viaggio in moto avendo prenotato solo il traghetto di andata verso il Montenegro e un paese che non ho mai visto, tutto da assaggiare

Cesena-Genova-Barcellona-Tarragona-Castellon de la Plana-Valencia-Barcellona-Genova-Casa

Titolo lungo! perdonata? (anche perchè il post sarà lunghissimo)

Si si.. i titoli sono fondamentali, ma non potevo scrivere semplicemente la vacanza in Spagna, per l’ennesima volta , anche se questa in moto!

Per prima cosa voglio sfatare le notizie che mi arrivavano a destra e sinistra: c’è il modo di non distruggersi in vacanza in moto! E’ stato uno dei migliori viaggi mai fatti, per me, di quelli che senti nominare nelle pubblicità : il viaggio non è arrivare ad una meta, ma godere di quello che si trova nel tragitto!

Partenza sabato 22 agosto al mattino, rientro a casa martedì 1 settembre, breve ma intenso! Il tragitto più lungo, fatto, è stato da Cesena a Genova, dove ci siamo fermati a cena da un amico prima di prendere il traghetto! Devo dire che non mi sono mai fermata prima di allora a Genova, nonostante sia sul percorso che faccio ogni anno per andare al Festival di Sanremo. Non mi ha mai fatto impazzire attraversarla in autostrada: le case sono tutte fitte e proprio a ridosso di questa arteria così trafficata, ma il fermarmi qualche ora mi ha dato la possibilità di vedere un panorama mozzafiato dal terrazzo di Luca.

Moltissime case a Genova hanno terrazzi sul tetto bellissimi, quasi come giardini pensili . La permanenza è stata brevissima, visto che a mezzanotte ci imbarcavamo su Grandi Navi Veloci in direzione Barcellona.

Il traghetto non è il massimo, devo dire che la cifra comunque non è alta. La cabina interna che avevamo prenotato era davvero piccola, un loculo praticamente, sporca e poco agevole. Per fortuna che eravamo con una coppia di amici, sarebbe stato decisamente più fastidioso dividere una cameretta di un metro per due, 4 letti e un bagnetto, con due sconosciuti. Il freddo sul traghetto è impressionante, per riscaldare la camera abbiamo usato il phon. La traversata dura 18 ore, quindi si è costretti a vivere una nave che non ha molte attrezzature: piscina senza acqua, pochissimi lettini sul ponte, al massimo una ventina, baristi alienati che in molti casi non parlano nè in Italiano, ma nemmeno in Inglese, Spagnolo o Francese.

Siamo arrivati a Barcellona domenica sera 23 agosto e abbiamo dormito un po’ fuori rispetto al centro cittadino (l’unico albergo prenotato). Una camera matrimoniale all’Ibis di Cornella de Llobregat -vicinissimo all’aeroporto cittadino- per 55 euro a stanza per notte, esclusa colazione. Albergo dignitosissimo, pulito, con il parcheggio per lasciare la moto . Camera spaziosa e luminosa e un particolare: nel rispetto dell’ambiente al posto dei vari saponcini mono-porzione, c’erano dispenser utilissimi ricaricabili .

Sono già stata altre due volte a Barcellona, ma poterla girare in moto è decisamente splendido, potersi muovere facilmente e raggiungere quindi vari posti in poco tempo è magnifico. Si viaggia benissimo in città , nonostante il traffico. Il centro è pieno di semafori, anche 4 per per rotonda, ma la viabilità è scorrevole. Nei due giorni che ci siamo fermati a Barcellona sono riuscita ad andare al Museo di Picasso, che ripercorre come una biografia la sua storia, dai primi disegni. Nessun quadro ultra famoso, ma un viaggio dal bambino Picasso attraverso la sua evoluzione, fino alla vecchiaia. Il biglietto dell’ingresso costa 9 euro e ne vale la pena (sempre che prima abbiate visto la città, altro museo a cielo aperto).

Mentre la prima cena a Barcellona è stata deludente al massimo, era talmente tardi che ci siamo fermati sulla Rambla, la seconda di gusto! Siamo andati in un ristorantino sulla spiaggia, al di la del Porto Olimpico, in direzione Girona, vicino alla spiaggia per nudisti. Il posto si chiama Chiringuito e cucinano pesce. Ottimi piatti, non scarsi e cifra giusta! In Spagna abbiamo bevuto, anche le altre volte, più spesso la birra, che quasi quasi costa meno dell’acqua!

Abbandonata Barcellona siamo andati a Tarragona, un centinaio di km più a sud, in direzione Valencia. Per raggiungerla abbiamo attraversato il delta del fiume Embre. Il territorio cambia velocissimo appena lasciato Barcellona, dopo aver attraversato le prime colline a ridosso della città si passa da una zona con terra rossa, a un verde brillantissimo del delta.

Tarragona è patrimonio mondiale dell’Unesco, con una zona di rovine antiche romane mozzafiato. Un giorno e mezzo per visitarla.Abbiamo alloggiato all’Hotel Ciutat, che abbiamo trovato grazie all’ufficio informazioni cittadino. Anche in questo caso la cifra spesa è stata bassa, circa 60 euro per camera, senza colazione. Il parcheggio sotterraneo per la moto è a pagamento, ma due moto pagano come una macchina. L’hotel si trova sulla rambla cittadina, percorrendola si arriva ad una terrazza affacciata sul mare , dove si puo’ vedere sulla destra l’antico anfiteatro romano. Per la cena siamo andati nel centro cittadino, alla Taverna Txantxangorri. Locale piccolissimo, dove si possono mangiare le tipiche tapas o anche piatti tradizionali della cucina basca.

Dopo una mattina spesa nel “percorso” dell’antica Roma (all’ingresso del museo di Tarragona c’è anche la Lupa) siamo andati in spiaggia,  si puo’ scegliere tra arenili più grandi o la Playa Romana, una calettina piccolissima, accogliente e dove , il giorno dopo che l’avevamo trovata, si è spiaggiato uno squalo!

Un altro centinaio di km e siamo arrivati a Castellon de la Plana, cittadina che abbiamo vissuto solo pochi minuti e che abbiamo attraversato con un simpaticissimo signore spagnolo che con il suo scooter ci ha portato da una parte all’altra della città alla ricerca di un ufficio informazioni aperto .. troppo tardi, quindi ci ha consigliato di scendere di pochi km e arrivare nella zona marittima della città, El Grau!

El Grau ci ha ospitati per due notti , all’hotel Nh Turcosa. Si trova proprio di fronte al porto turistico, la cifra per camera va dai 40 ai 65 euro per notte. Questo albergo non ha il parcheggio, ma abbiamo potuto lasciare le moto proprio davanti all’ingresso, dove ci hanno assicurato la presenza notturna di una persona . Anche in questo caso il prezzo per camera non comprendeva la colazione, che quasi sempre abbiamo preferito fare fuori dall’albergo, visto che le cifre per colazione vanno dai 7 ai 15 euro per persona . Il paese è decisamente una località turistica di mare, anche se non abbiamo incontrato italiani, bensì famiglie spagnole.  Il porto è bellissimo, ristrutturato da pochi anni, con decine di barettini , piccoli ristoranti (praticamente chioschi) dove mangiare pesce fresco a cifre bassissime. C’è anche una multisala, il casinò , la sala giochi e una zona dedicata al mercatino . Nei due giorni in cui ci siamo fermati siamo andati anche in spiaggia. A El Grau ci sono spiagge spoglie, bellissime, che da una parte guardano le montagne al ridosso della costa. Volendo, nel paese vicino, ci sono stabilimenti balneari più attrezzati, ma il panorama ci perde decisamente visto che sono incastrati uno sull’altro una serie di palazzoni quasi fantozziani .

Il penultimo spostamento è stato venerdì mattina 28 agosto, quando abbiamo percorso i 70 km che ci separavano da Valencia. Di Valencia non ricordo il nome dell’albergo, che abbiamo trovato sempre grazie all’ufficio informazioni . L’ufficio info di Valencia si trova in Plaza Reina, facilmente raggiungibile sia con la moto che con i mezzi pubblici. Cifra spesa sempre nella media, ma in questo caso era compresa la colazione, l’albergo scelto era in pieno centro cittadino , in Plaza del Ayuntamento.

Anche a Valencia sono state altre due volte e in questa occasione abbiamo noleggiato le biciclette. Attenzione perchè a Valencia rubano le selle delle biciclette!!! a noi è successo quando le abbiamo lasciate all’ingresso del Bioparco . Andare alla ricerca della più vicina filiale del noleggio senza sella non è il massimo , sopratutto perchè ad una delle bici si è pure rotto un pedale strada facendo!

La prima cena Valenciana è stata in un posto che avevo già frequentato in precendenza, un localino tipico in Plaza Reina, proprio di fronte l’ufficio informazioni, si mangiano solo piccoli panini farciti, BUONISSIMI !!!

Per la seconda cena ci siamo fatti abbindolare da una struttura di origine romagnola. Un osteria  riminese che ha aperto la filiale in zona porto a Valencia. la piadina è confezionata e carissima.

Torno al Bioparco, che vi ho solo nominato qualche riga fa . Si trova all’estremità opposta, rispetta alla città dell’Arte e della Scienza sul parco Turia (parco che è sorto sul letto del fiume Turia, di cui hanno deviato il corso).

Il Bioparco è splendido, uno zoo senza barriere, un mini safari da percorrere a piedi dove vedere animali che si possono muovere agilmente e giocare tra loro! ho un sacco di foto anche del bioparco, come del resto .. ma penso che farò una pagina dedicata alle foto, visto che questo post è diventato davvero lunghissimo ! Il costo per entrare al Bioparco è di 21 euro a testa, di cui una parte viene devoluta per far stare al meglio gli animali nei loro luoghi natii .

Domenica 30 agosto abbiamo ripreso la moto e siamo tornati a Barcellona, per l’ultima notte prima di imbarcarsi . La città era pienissima, causa il raduno mondiale dei cardiologi. Abbiamo cenato da Tapa Tapa, di fronte a Casa Battlò, posto che mi aveva consigliato una mia amica e dove abbiamo fatto , davvero, la cena a basa di tapas di vario tipo. Lunedì mattina, prima di imbarcare sul traghetto abbiamo fatto un giro al Parc Guell, arrivare in moto all’ingresso …. non ha prezzo! La volta precendente avevo fatto una lingua a cotoletta nel risalire la collina fino al parco, nonostante in qualche occasione, per la strada, ci siano le scale mobili!

In tutto questo veloce peregrinare abbiamo dovuto usare solo una volta le gli abiti antipioggia in moto, e per poco tempo! Viaggiavamo con il bauletto e le due valigie laterali della borsa piene, compresi antipioggia e qualche ammenicolo per la moto, nel caso di foratura . Non ho nemmeno usato tutti i panni che avevo portato, certo che qualche accortezza c’è stata: per esempio ho comprato teli mare di microfibra, ho usato prodotti lush per il bagno, ho portato con me (oltre alle scarpe da ginnastica che indossavo per gli spostamenti) solo un paio di infradito e uno di ballerine.

Il viaggio è stato splendido, vi assicuro !

Se decidete di andare via in modo comprate un buon giubbotto da moto, non fa caldo: ne avevo uno davvero ben areato e che mi protegge anche dalla pioggia, ma .. non fate come me per il casco: avevo un jet con visiera e c’è da diventare matti se soffia un po’ di vento, comprate un integrale!

Per le foto, a breve, nella home page, troverete la pagina chiamata Spagna, così potete vedere tutto!

w i viaggi in moto, sopratutto se la compagnia è stata fantastica come quella che era con me , fondamentale

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Quando i sogni quasi quasi si avverano

Se c’è un tipo di vacanza che ho sempre voluto fare è quella con la moto … senza nulla togliere agli scooter, io preferisco la moto , e sono un passeggero, perchè sono totalmente incapace di guidare qualsiasi mezzo a due ruote (a parte la bici, che amo profondamente)

Le mie amiche che in gioventù sono andate in ferie in moto hanno provato a farmi cambiare idea, perchè sei costretto a portare poche cose, perchè quando piove non è il massimo, perchè sicuramente la macchina è più comoda .. ma ancora di più l’aereo …

io invece l’ho sempre avuto come sogno e quest’anno il sogno diventerà realtà! penserete che se i miei desideri sono questi ho davvero pochi problemi! sì, è vero! sto bene, ho un bellissimo lavoro, amici preziosi (anche non in quest’ordine), una famiglia fantastica !

il 22 agosto, in 4, imbarcheremo le moto sul traghetto per arrivare il giorno dopo a Barcellona , poi ci si aprirà la Spagna davanti, con la possibilità di andare ovunque!  Spagna

A parte un paio di giorni a Barcellona, che amo sempre, l’itinerario non è stato deciso.. avremo una decina di giorni per stare in ferie, contando che il ritorno a casa verrà fatto in moto , quindi ora tocca a voi:

magari qualcuno c’è stato e mi vuole girare un consiglio utile, pratico, futile ma prezioso!

ve ne sarò grata !

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