matrimonio in chiesa, in comune o non matrimonio?

non sono in aria di matrimonio, no … anzi, a volte ci penso e sento come una paura nei confronti di questo genere di contratto, non che i miei sentimenti siano meno forti per questo…

detto cio’, riflettevo l’altro giorno con un’amica sui matrimoni negli ultimi anni

io che sono ingenua penso che oggi, se due persone decidono di sposarsi, è perchè sono sicure dei propri sentimenti e della persona amata (chiaro che tutto puo’ cambiare, sempre, in tempo brevissimo), e invece ogni tanto non è così: anni di convivenza, matrimonio in pompa magna e relativa separazione sanguinosa 

 ma la mia riflessione va su un genere ben specifico di matrimonio

e magari tra di voi ci sono persone che si sono sposate, lo faranno a breve o sognano la classica cerimonia in Chiesa.

Specifico il mio rapporto con la Chiesa e la Fede: sono credente, ma non praticante, tra i miei amici anche qualche sacerdote che sa che non condivido in toto le posizioni della Chiesa cattolica

Come me, credente e non praticante, sono sicura ci siano davvero tante persone che non frequentano la Chiesa , ma che quando si tratta di matrimonio, affrontano la cerimonia con tutti i dettagli: corso, Confessione, Comunione…

Ora, mi ripeto, io sono un ingenua e sopratutto una persona semplice e non ho nulla contro le credenze, divinità: ognuno è libero di fare, credere o non credere, ma non è un po’ disarmonico non frequentare un luogo di professione, abitualmente o più o meno abitualmente, salvo poi utilizzarlo per eventi decisamente importanti?

Let me know e buona riflessione

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48 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. paleomichi
    Apr 23, 2010 @ 14:12:27

    Forse proprio perchè si crede nell’importanza del matrimonio. Se una persona credente e non praticante non frequenta la chiesa perché non ne condivide alcuni punti di vista non significa che non voglia benedire e presentare di fronte a Dio la propria unione con un’altra persona. Al di là delle differenze di punti di vista nella vita quotidiana (quindi non va a messa), crede in Dio e vuole presentare di fronte a Lui la scelta di condividere la prorpia vita con la persona che ama.
    Boh, io la penso così, e nel caso mi sposassi farei così.

    Rispondi

  2. paleomichi
    Apr 23, 2010 @ 17:31:25

    ops, rilegg3endomi ho detto due volte la stessa cosa… e pure con le stesse parole! sorry 🙂

    Rispondi

  3. LaVale
    Apr 23, 2010 @ 17:34:05

    beh, non solo condivisibile come punto di vista, ma ben radicato per te, direi!! :-)))

    Rispondi

  4. paleomichi
    Apr 23, 2010 @ 19:18:57

    l ripetizione è principalmente dovuta al fatto che da due giorni litigo con il computer e rifaccio 25 volte le stese cose senza risultato… 😉

    Rispondi

  5. giugiu
    Apr 24, 2010 @ 10:05:33

    Indipendentemente da quanto frequenti la chiesa, se credi il matrimonio in chiesa non è semplicemente far benedire da lui la vostra unione ma fare un unione che non vuole essere a due…ma a tre.
    Significa che in qualsiasi momento, tu e lui avrete Dio con voi e quando ci saranno difficoltà e incomprensioni che sembreranno insormontabili invece di sbattere la porta e andarvene, avrete la possibilità di chiedere a lui la forza di trovare la strada giusta, avrete la possibilità di abbassare le braccia e accettare i vostri limiti con umiltà e ripartire da quelli per andare avanti con la fiducia che ciò che avete creato in questa unione è un mistero quanto la fede e va a volte al di là delle vostre capacità di comprensione. Queste cose puoi non condividerle ma pensa che se vivi il matrimonio come un contratto allora è già minato in partenza. E’ un progetto in cui tu vuoi metterti in gioco con tutta te stessa e accetti il rischio che tutto non possa essere come lo avresti voluto (cosa che accade tutti i giorni a tutti…semplicemente vivendo) ma non significa che se poi c’è una cosa che non va…lo butti via come un giocattolo rotto… perchè è un progetto che scegli di vivere per sempre… non partire col piede sbagliato del pensare che una “via di fuga in ogni momento c’è” perchè è quello che lo rovina…. il non farsi il mazzo quando serve, per tenerlo in piedi quando c’è la bufera…

    Rispondi

  6. giugiu
    Apr 24, 2010 @ 10:06:50

    miiiii che cose ho scrittoooo!!!
    vabbè non volevo “sputare sentenze”
    sono le cose che credo io…

    Rispondi

  7. valeriascrive
    Apr 26, 2010 @ 03:53:07

    i motivi che ho sentito:

    -perche’ quasi tutti fan cosi’ e io voglio essere come gli altri
    -perche’ poi la gente che dice
    -perche’ sono credente a modo mio, non sopporto i preti pero’ credo in dio e davanti a lui mi sposo
    -perche’ in comune la cerimonia dura poco
    -perche’ ho sempre sognato il matrimonio in pompa magna e la chiesa garantisce la pompa magna

    Rispondi

  8. missminnie
    Apr 26, 2010 @ 07:15:41

    io non mi sono sposata : in chiesa perchè non credo che il matrimonio sia un sacramento quindi nessuna ipocrisia con nessuno, in comune perchè non avevo nessun bisogno di avere un cognome che non fosse il mio. Ho fatto tre figlie con questo uomo, da cui poi mi sono separata. Abbiamo convissuto 15 anni, alcuni belli altri so and so. Ogni giorno si sceglieva di stare insieme, e non perchè c’era qualche terzo che avesse assistito al nostro patto, ma semplicemente perchè eravamo adulti che avevamo fatto una scelta. Una mia sorella si è sposata in chiesa “perchè si”, poi in quella chiesa non c’è mai più entrata ed ha un matrimonio di merda, tanto per essere belli chiari.
    Nessuno ti assicura niente, nè i preti nè un sindaco…forse basterebbe essere coerenti con se stessi.
    buon lunedi

    Rispondi

  9. AD Blues
    Apr 26, 2010 @ 11:05:36

    La coerenza!
    Mamma quanto sono d’accordo!

    Valeria, tu mi hai tolto le parole di bocca.

    Fatte salve le mie idee personali sullo sposarsi o meno e dove, credo che se uno decide di fare una certa scelta deve aderirvi in tutto e per tutto, totalmente e senza riserve.
    Se quindi uno si sposa in chiesa secondo il rito cattolico deve mettere in conto di aderire IN TOTO a quello che questo tipo di unione comporta, quindi in primo luogo niente divorzio, niente aborto, per nessun motivo e niente uso di contraccettivi che non siano i metodi “naturali” autorizzati dalla chiesa cattolica. Significa impegnarsi ad educare i figli secondo la dottrina cattolica e non “lasciarli decidere quando saranno grandi” e così via.
    Chiunque non aderisca in pieno a questi ed agli altri dettami farebbe bene a non considerare nemmeno la scelta di un matrimonio secondo il rito cattolico a meno di non essere un grandissimo ipocrita.

    Purtroppo in una società formalmente arretrata come la nostra, il matrimonio civile assicura dei diritti che altrimenti sono negati alle cosiddette “coppie di fatto”; diritti importantissimi come la possibilità di essere informati\decidere sulle questioni mediche del partner, certi diritti per i figli, benefici fiscali…
    Questo rende il matrimonio civile se non altro auspicabile (a meno di non essere pronti a rinunciare a tali diritti).

    Vi sembra logico per esempio che per sposarsi (civilmente) basti una settimana di pubblicazioni ma per separarsi ci vogliano almeno TRE anni di iter burocratico? A me sembrano cose da pazzi (oppure procedure barocche create ad-hoc per rendere difficoltoso un cammino e scoraggiarlo).

    Certo, separarsi magari dopo una vita passata insieme ed in presenza di figli dovrebbe almeno prevedere un’accurata riflessione ma come ha detto MissMinnie stiamo parlando di persone adulte e vaccinate non di bimbi capricciosi (si spera!).

    Missminnie: ci si può sposare in comune anche mantenendo il proprio cognome da nubile…

    giugiu:ovviamente rispetto le tue convinzioni ma non ti sembra che due persone adulte non abbiano bisogno di una “mano” esterna per trovare ogni giorno la motivazione del proprio stare insieme?
    Se un rapporto è minato alle fondamenta (magari perché bacato in partenza) non esiste religione o dio capace di salvarlo. Voler restare assieme perché “il matrimonio religioso è indissolubile” equivale all’accanimento terapeutico, voler tenere in vita un cadavere. Forzare una convivenza che alla fine diventerà insopportabile, nuocerà a tutti, eventuali figli compresi e potrebbe sfociare in pazzie tipo quelli che sterminano le proprie famiglie.

    —Alex

    Rispondi

  10. Michela
    Apr 26, 2010 @ 11:41:42

    trovo sia scorretto verso chi crede impegnarsi in un percorso che porti al matrimono in Chiesa due persone che non siano, nella loro vita fin là, credenti o che comunque seguano in misura ritenuta (dalla Chiesa ovviamente) sufficiente una vita da credenti.
    Analogamente, trovo orrendo ‘costringere’ il coniuge a sottoporsi a un rito a cui non crede.
    In ultimo, io mi sono sposata in un Teatro, civilmente e la cerimonia è durata…1 ora! Quindi non è detto che debba per forza essere di 10 minuti, basta sapersi ‘organizzare’! 😉

    Rispondi

  11. valeriascrive
    Apr 28, 2010 @ 01:11:34

    @alex: si anche a me hanno tolto le parole di bocca queste motivazioni.
    Io la penso come te. O ci credi sempre o non ci credi. Non puoi prendere quello che ti fa comodo della chiesa e lasciare quello che consideri scomodo. Non puoi criticare i preti e poi farti sposare da un prete. Davanti a dio non vuol dire anche davanti a un prete. Dio, se esiste, sa gia’ che ami quella persona, perche’ dirlo anche a un prete? E cose cosi’. Io non mi sono sposata in chiesa, non mi sarei sposata affatto se non avessi avuto bisogno di farlo e l’ho fatto solo negli USA.

    Rispondi

  12. zdora
    Apr 28, 2010 @ 10:30:56

    io desidero sposarmi. ma in comune non avrebbe senso, in quanto non mi sposo perchè devo tenere una persona legata a me con la forza di un contratto. è qualcosa di più spirituale, di più viscerale. è dire a tutti “eccolo, è lui la mia famiglia” nello stesso momento in cui prometto a lui e a ciò che sta sopra di noi che gli starò sempre accanto e non lo tradirò mai. e qui la coerenza che fa “toc toc”.
    il mio rapporto con la religione è molto teso, in quanto l’essere cristiana e l’essere cattolica non sempre vanno di pari passo. si, il pretucolo che viene a benedire sarebbe da antidepressivi immediati, non ne sa mezza delle carte che dobbiamo preparare e le sue benedizioni sono penose. si, la chiesa sta sprofondando in un abisso di contraddizioni (non devo usare il preservativo ma il metodo billings si? spiegatemi. la povertà e l’umiltà prima di tutto e poi degli anellazzi da far paura? spiegatemi). avendo bazzicato per anni ed anni negli scaut, quindi conoscendo preti bravi, meno bravi, geniali o stronzi, mi sono fatta un’idea piuttosto chiara. non mi confesso più da quella volta in cui un cretino alquanto subdolo dall’altra parte della grata cercava di sapere cose intime in modo morboso. convivo, quindi “vivo nel peccato” da un bel po’. ma ho un’amicizia di famiglia con un prete che ha sposato i miei, mi ha battezzata, è stato il mio insegnante di religione alle medie, è una persona con la quale discuto e di cui mi fido. non passa natale o pasqua senza che si vada alla sua messa tutti insieme (tradizione? momento di spiritualità collettiva? tutte e due) e poi si pranzi con lui (è in pratica un familiare). ho la fortuna di aver avuto sempre la visione sulla parte più “genuina” della chiesa. ho sempre detto che sarebbe stato lui a sposarmi. e così sarà. così non dovrò cedere a compromessi scomodi per la mia integrità morale, nè tantomeno rinunciare all’aspetto spirituale per delle persone che mandano avanti la baracca in modo indegno. che poi, non è una giustificazione, è per far capire che ci sono tante sfaccettature per le quali una persona decida, pur non condividendo alcune cose, di sposarsi in chiesa e non in comune.
    lancio la provocazione: chi di voi decide a priori di non comprare nel negozio del vostro stilista preferito col vostro commesso preferito solo perchè il direttore del negozio è un gran testa di cazzo?

    Rispondi

  13. AD Blues
    Apr 28, 2010 @ 10:47:32

    Zdora: guarda, se anche solo i commessi son maleducati e scortesi io decido di non acquistare più in un certo negozio; figuriamoci se ad essere delle teste di cazzo sono i direttori !

    Guarda, ho letto con molta attenzione quanto hai scritto ed in tutto quello che dici non vedo un solo motivo per il quale io , nella tua posizione, dovrei sposarmi in chiesa.

    Lo dici tu stessa che non è la forza di un contratto a tenervi insieme, ed allora in cosa differisce un contratto “legale” da uno “spirituale”?
    Ma soprattutto: se vuoi (e sei liberissima di farlo!) stipulare un contratto spirituale con quello che sarà la “tua famiglia” cosa c’entra il prete e la chiesa?
    Non è forse una promessa che vi fate reciprocamente? E se la volete fare dinnanzi ad un comune dio in quale evidentemente entrambi credete, questo dio non sarebbe forse in ogni luogo?
    E se proprio dovreste scegliere un luogo simbolico, particolare, per esprimere questa promessa, non sarebbe forse la vostra casa, quello ossia dove il vostro amore si esprime e si sublima in modo singolare, il posto più adatto?

    —Alex

    Rispondi

  14. zdora
    Apr 28, 2010 @ 11:11:52

    primo punto: è per questo che ho scritto “il vostro stilista preferito col vostro commesso preferito”. comunque.
    tu fai delle giuste obiezioni, come il fatto che se dio è ovunque non si debba celebrare per forza in chiesa. oppure che il contratto legale e quello spirituale siano pur sempre dei contratti. è che in comune si riduce solo a quello, in chiesa no.
    il fatto “in chiesa” è presto spiegato. avevamo chiesto al prete se si poteva fare all’aperto, dopotutto le messe scaut si fanno anche in un prato. il matrimonio non si può, purtroppo. non almeno celebrato da lui. a me sarebbe piaciuto da matti, in mezzo alla natura, molto più semplice e genuino. ma aimè nulla.
    sposarsi a casa…SEI MATTO? si, il nostro amore è qui che si esprime quotidianamente, ma non oso immaginare che ne sarebbe venuto fuori.
    comunque dici cose giuste. ed ora, in una situazione in cui il mio matrimonio sta diventando il matrimonio di tutti tranne che il mio, ti giuro che il prurito di sposarmi in una zattera al largo si fa sempre più forte. ecco che succede a non voler scontentare nessuno.

    Rispondi

  15. solindue
    Apr 28, 2010 @ 16:42:14

    Già fatto!
    sposata in chiesa a 19 anni con abito bianco e damigelle.
    Non lo rifarei.
    Cioè mi risposerei con lui a dicainnove anni … ma oggi lo farei magari in mezzo all’oceano con il Capitano della nave a celebrare le nozze! Ancora più romantico!

    Rispondi

  16. Michela
    Apr 28, 2010 @ 16:47:58

    ehm… io non lo vorrei ribadire, ma mi so’ sposata civilmente e nonostamte ciò non mi sembra affatto che sia stato meno romantico o meno sentito o meno ‘spirituale’. La condivisione di quel momento e la profondità della scelta si relaziona e si fonde con quello che hai intorno. Non ero là per firmare il contratto per un acquisto a rate di un frigorifero all’ammerichena, ero là per ‘promettere’ che sarebbe stato per sempre, eh!

    Rispondi

  17. giugiu
    Apr 28, 2010 @ 22:56:15

    sono assurdi certi accanimenti…se non credi non sposarti in chiesa. Se credi, credi. Nessuno impone niente a nessuno.
    Non rispondo a certe cose perchè non sono qui per far polemiche…
    solo che c’è chi si sente perfetto…
    come chi crede che l’essere “adulto e vaccinato” significhi essere in grado di affrontare qualsiasi cosa da solo.
    Nessuna chiesa costringe qualcuno a fare qualcosa che non vuole…
    quindi non capisco certo accanimento ogni volta che una persona credente parla

    Rispondi

  18. valeriascrive
    Apr 29, 2010 @ 01:54:54

    @giugiu: non credo si possa parlare di accanimento, mi pare piu’ che altro che ci sia scambio di opinioni. Mi pare che tutti stiano parlando in modo civile, no?

    Rispondi

  19. valeriascrive
    Apr 29, 2010 @ 02:21:26

    @giugiu: sono un po’ rintronata 🙂 e ho dimenticato di aggiungere alcune riflessioni che mi sono venute leggendo il tuo intervento.
    Ti domando:
    -rispetto alla vita di coppia che cosa vuol dire chiedere aiuto a Dio nei momenti di difficolta’? Nella pratica, intendo, come si riconosce l’aiuto di Dio? In cosa si traduce una unione a tre?
    -il fatto che una coppia si sposi solo con rito civile o che semplicemente scelga di convivere perche’ non credente puo’ voler dire che, in caso di difficolta’, non essendoci Dio ad aiutarli, la coppia scoppia con maggiore facilita’?

    Te lo chiedo per curiosita’. Non c’e’ polemica alcuna.

    -Rispetto al “Per Sempre” che ho letto in piu’ di un commento, io penso che sia oggettivamente impossibile giurarsi amore eterno. Perche’ nella vita vera, quella dei fatti e non dei buoni propositi, non esiste nulla di sempiterno – Berlusconi a parte. Sto da sedici anni con il mio compagno e ogni giorno mi rimbocco le maniche per questo rapporto, e lui fa lo stesso. So che pero’ potrebbe finire, semplicemente puo’ accadere, e tuttavia pure se finisse, quello che abbiamo condiviso in questi sedici anni non perderebbe di valore. Il “Per Sempre” mi sembra debolezza, bisogno di rassicurazione, di credere che la nostra felicita’ di ora sara’ inattaccabile. Se lui un giorno dovesse smettere di amarmi, io morirei all’idea di saperlo accanto a me solo per ubbidienza a un concetto di eternita’ masochisticamente autoimposto.

    Fine della Bibbia.
    Scusate 🙂

    Rispondi

  20. Charlie68g
    Apr 29, 2010 @ 07:44:38

    Io quando mi sono sposato l’ho fatto in comune e con soli 12 invitati, perchè non credo nella chiesa cattolica.
    Il divorzio è stato più semplice, perchè siamo dovuti andare solo in tribunale ed eravamo in tre (io, lei e il nostro avvocato) 🙂

    Rispondi

  21. giugiu
    Apr 29, 2010 @ 08:05:58

    di “accanimento” parlo in generale..ogni volta che ci si confronta all’esterno…
    il discorso è che se tu non credi, non devi per forza condividere quello che credo io. Secondo me se non sono entrambi a credere è assurdo sposarsi in chiesa. Se non credi e non vedi come cambia la tua vita tra l’avere la fede e il non averla è ovvio che non puoi capire certe cose. Secondo me se devi stare con una persona con l’idea che tanto finirà…io , e parlo per me, senza offendere nessuno…(qui sopra si è offeso)…penso che non starei con una persona…tanto per…trascorre qualche anno…”tanto se finisce”…vedi tu parli del fatto che non esiste l’amore eterno…io penso che qui tante volte si parli d’amore e invece di uso_e_consumo e puro egoismo. Amarsi è anche donarsi completamente…e se lo fai col freno a mano tirato…forse per qualcuno sarà meglio di fare fatica per mantere, rinnovare o ogni giorno il rapporto di coppia.
    Sono stufa di sentirmi dire che la chiesa impone questo e impone quello…la chiesa non impone un bel niente
    se non credi puoi fare tutto quello che vuoi…

    Rispondi

  22. AD Blues
    Apr 29, 2010 @ 08:10:31

    Giugiu: guarda che non c’era nessun accanimento e se ti è sembrato così me ne scuso. Ponevo solo delle questioni per continuare la discussione…
    Evidentemente però certi credenti hanno la cosa di paglia perché tutte le volte che si trovano a discutere sul valore della loro fede e sulle loro convinzioni si sentono attaccati.
    Il tuo rifiuto a discutere delle tue opinioni è a dir poco emblematico…

    —Alex

    Rispondi

  23. AD Blues
    Apr 29, 2010 @ 08:22:00

    Ma perché tutte le volte che un non credente si confronta con un credente sul tema dell’amore viene fuori la storiella che non credenti non possono amare “completamente” e “totalmente” un’altra persona?
    Solo perché realisticamente pensiamo che potrebbe finire?
    Guarda che non è un amore a data di scadenza predefinita.
    La fine di un amore non è un evento ineluttabile.
    Ho conosciuto coppie (una era la zia di mia madre con il suo compagno) che sono state insieme 40, 50 anni fino alla morte, eppure non erano neppure sposate civilmente!

    E per favore non tirare fuori questa storia che la chiesa non impone niente! E’ una falsità assoluta.
    A parte le ingerenze intollerabili nella vita dei non credenti, con la pretesa di influenzare le leggi dello stato, la chiesa cattolica impone ai credenti un malloppo di regole incredibili.

    Ti consiglio fraternamente di aprire gli occhi e considerare che ci sono anche credenti in dio che vorrebbero essere dentro la chiesa cattolica ma non possono a causa delle sue regole e soffrono tantissimo per questo; vedi gli omosessuali per fare solo un esempio.

    —Alex

    Rispondi

  24. giugiu
    Apr 29, 2010 @ 09:04:32

    io vedo benissimo che sono discriminata ogni giorno come credente
    lo sono stata nel lavoro prima
    nelle amicizie poi
    e non sono una “bacchettona”
    sono una che crede che con l’idea che in questa società ci siamo dati di LIBERTA’ ci facciamo del male più che essere liberi e
    che questa libertà porta spesso le persone solo a distruggersi.
    Quindi se io credo in certe cose e scelgo una linea che voglio seguire nella mia vita non vedo in che modo faccio male agli altri.
    Quello che ho scritto alla Vale all’inizio era semplicemente il significato che do io a questa cosa bellissima che è il matrinonio.
    Volevo solo dire il mio pensiero perchè potesse essere un punto di riflessione per lei…per i suoi dubbi, nel bene e nel male…a lei potevan benissimo non andare giù queste cose…
    il fatto è che per me il matrimonio è una cosa seria, ed ha un valore che per chi non crede non ha. Non che abbia meno valore, ma un valore diverso.
    Se sto sulla difensiva non è per la coda di paglia è che, ogni volta che parla un credente, in questa società di m., il credente si deve vergognare di esserlo. Non so dove vivete voi…ma dove vivo io è così.
    La chiesa a me non impone nulla…
    io ci posso non mettere piede per anni…
    Quello che è importante è il mio rapporto con Dio, che come tutti i rapporti è un fuoco che va alimentato, che non va trascurato..altrimenti rischia di spegnersi. Così come lo è l’amore.
    la mia fede è strettamente legata alla mia coscienza e a dei valori.
    Tu non credi in quei valori e ti comporti come vuoi.
    io credo in certe cose e mi comporto di conseguenza…
    Questo non significa che la chiesa mi impone delle cose e faccio tutto quello che mi si dice. Io ho la mia testa e faccio quello che credo.
    Io credo che due persone non possano, salvo casi eccezionali, restare insieme una vita intera DA SOLI, senza un supporto esterno, senza attraversare mai momenti di crisi, periodi anche lunghi in cui tutto farebbe pensare che ormai è finita e non ne vale più la pena.
    Tu vuoi che io ti dimostri con la mia risposta qualcosa
    Io non ti posso dimostrare cosa significa credere.
    E se tu non lo sa è ovvio che non puoi accettare che ci sia un “affidarsi a lui”.
    Io non discuto quello che tu chiami amore
    io dico quello che è per me l’amore e come io lo vivo e lo voglio vivere.
    tutto qui

    Rispondi

  25. AD Blues
    Apr 29, 2010 @ 11:11:30

    Giugiu: mi dispiace moltissimo che tu venga DISCRIMINATA in quanto credente, nel mio ambiente lavorativo e della vita di tutti i giorni, qui in Toscana, non ho mai visto una situazione del genere e pensare che qualcuno possa esserlo oltre ad essermi inconcepibile, mi fa stare abbastanza male. Se per te non è troppo delicato parlarne mi piacerebbe conoscere nel dettaglio cosa ti è successo; non si finisce mai d’imparare.

    Per il resto trovo invece irritante il fatto che i credenti in dio rinfaccino a noi non credenti di non sapere cosa voglia dire “matrimonio serio” come se il matrimonio contratto tra due non credenti debba per forza essere una cosa di secondo ordine. ti ripeto ho visto scoppiare più coppie sposate in chiesa di quelle sposate solo civilmente o non sposate per niente.

    Ancora mi irrita da matti quando mi si accusa di non avere valori perché non credente in dio. Scommetti che, fede in dio a parte, condividiamo gli stessi valori? Scommetti che trovo delle persone non credenti più virtuose nei valori dei credenti anche se formalmente sono atee?
    Certi valori non sono SOLO dettati dalla fede.

    Hai scritto: Questo non significa che la chiesa mi impone delle cose e faccio tutto quello che mi si dice. Io ho la mia testa e faccio quello che credo.
    Ma se ti comporti così non fai parte della chiesa cattolica.
    la chiesa cattolica ti chiede di credere certe cose (chiamate DOGMI) ed comportarti pedissequamente secondo il catechismo della chiesa cattolica.
    Se non lo fai sei nel peccato e quindi ti poni al di fuori della chiesa, in modo automatico.
    Se ti penti di questi comportamenti, fai proponimento di non farlo più e ti confessi secondo le regole del sacramento della riconciliazione allora rientri appieno nella chiesa. Altrimenti sei FUORI. Non l’ho detto io; sono le regole della chiesa a cui tu hai deciso in piena libertà di appartenere. Ed è questa la questione che abbiamo posto negli interventi precedenti: la COERENZA.
    Se uno decide in piena libertà di conseguire un matrimonio secondo il rito cattolico dovrebbe aderire APPIENO a queste regole, se non lo fa è un ipocrita.

    Io che non accetto molte di quelle regole ho deciso in piena libertà di starne fuori.

    Infine hai scritto: Quindi se io credo in certe cose e scelgo una linea che voglio seguire nella mia vita non vedo in che modo faccio male agli altri.; sono pienamente d’accordo, ciascuno dovrebbe seguire la propria linea di comportamento in libertà; ma allora perché la chiesa cattolica deve sempre interferire nelle leggi dello stato italiano come per esempio sulla procreazione assistita o sulle unioni di fatto? Non è che la sola esistenza della legge OBBLIGHI coloro che non credono a comportarsi contro la loro coscienza! Al contrario, una legge restrittiva obbliga anche coloro che non condividono le posizioni della chiesa a seguirle!
    Se esiste una legge sul divorzio (per fortuna!) non è che i credenti sono obbligati a divorziare ma se questa non esistesse obbligherebbe anche i non credenti a rimanere sposati in eterno! E’ questo il concetto di libertà che tu ritieni porta le persone a distruggersi?
    Il fatto della legge 40 è ancora più grave: obbliga le persone a sottoporsi l’impianto anche se l’embrione è malformato vietando la diagnosi pre-impianto; questo è accettabilissimo per un credente ma è devastante per chi invece non lo è. Perché interferire in una legge dello stato a questo modo? Secondo me chi è credente si comporterà così anche in assenza di una legge, non trovi? Oppure la chiesa non si fida dei suoi fedeli?

    Scusate se sono stato lungo.

    —Alex

    Rispondi

  26. giugiu
    Apr 29, 2010 @ 14:58:58

    tu non vuoi il meglio per te stesso?
    credo di sì
    e tu ti sei fatto un’idea di quale è il meglio per te?
    bene
    allora io ho la mia e tu hai la tua…
    è ovvio che dal mio punto di vista è meglio la mia…altrimenti sarei una cretina a perseguire quella strada.
    io come credente non dico a te “ahah, io vivo meglio” ma ti dico “secondo me così vivresti meglio” non perchè penso che devo importi la mia concezione del mondo ma perchè, se penso che in un certo modo si possa vivere meglio, perchè non comunicarlo agli altri? perchè non far star meglio anche gli altri? e invece ogni volta che si dice qualcosa viene tirata fuori la chiesa e il fatto che la chiesa a quanto pare è berlusconi…visto che la chiesa decide tutto nel nostro paese…
    io nel mio commento parlo del luogo “chiesa” in cui sposarsi “in Dio” e non delle intromissioni politiche di cui tu parli.
    Poi se certe cose sono state approvate dal parlamento significa anche che a qualcuno vanno bene….

    Io non ti dico cosa penso di ogni singola cosa che hai elencato in cui la chiesa “dice quello che pensa”( non voglio fare altra polemica in questo post della Vale…che voleva essere positivo). La chiesa come “guida” ha ragione di “dire quello che pensa” ai suoi credenti. Poi se questi, condividono quello che dice e, tra l’altro, costituiscono una base forte dell’elettorato è un’altro paio di maniche. Se tu ritieni che tutti quelli che decidono di fare le loro scelte in linea con i principi della chiesa sono invasati è un’altro discorso ancora. Sta di fatto che continuano a votare le persone che approvano queste leggi.

    Nella mia regione vengono prima i cacciatori che i veri problemi dell’ambiente e della salute umana…in questo stato vengono prima gli interessi dei singoli che quelli del paese…
    nessuna di queste cose è giusta.
    Con questo chiudo…non nel senso che non voglio rispondere ma che secondo me…ci apriamo uno spazio per discutere di ste cose piuttosto che continuare a disturbare un post così importante per la Vale

    Rispondi

  27. LaVale
    Apr 29, 2010 @ 15:27:48

    @Tutti: a volte, come già successo, sono spettatrice dei Vostri commenti, senza aggiungere note personali, che comunque sono già insite in quanto ho scritto nel corpo del post
    è chiaro che ognuno sceglie per se, quando possibile, cosa meglio fare.. anzi, se decidiamo di sposarci o di non sposarci, voglio ben sperare che sia una decisione presa con la persona amata e con cui forse già viviamo insieme.
    Nel caso di Zdora (ma conosco altre persone così attente a non far soffrire i familiari) capisco che certe scelte, a volte, sono dettate dai desideri dei nostri genitori/nonni e a volte penso che assecondarli, pur non snaturandoci, sia un vero gesto d’amore

    Cara GiuGiu: non vivo il sentimento e rispetto nei confronti del mio compagno come un contratto, a volte ho paura che un contratto (perchè infondo un matrimonio è un contratto tra due persone) possa tendere a minare il dialogo costruttivo perchè “tanto è mio marito/moglie”. Oggi preferisco svegliarmi ogni giorno, e sono anni che convivo con il mio compagno, facendo qualcosa di bello per lui, trovando una cosa simpatica per stare insieme , so che potrei farlo anche da sposata, ma mi sento più stimolata sapendo che non abbiamo firmato nulla e credimi, non solo ho preso molto seriamente il nostro rapporto, ma mai, mai mai una volta ho pensato che non sposarmi mi poteva rendere più facile una eventuale/dolorosa separazione
    Concludo dicendoti che le discriminazioni, SEMPRE, mi fanno arrabbiare e non te lo dico da Cattolica, non Cattolica, te lo dico da persona, proprio perchè la libertà di pensiero ed azione, quando non opprime quella altrui, è fondamentale per vivere! Non disturbi mai nell’esprimere le tue certezze ed i tuoi pensieri, lo stiamo facendo tutti in maniera consona e rispettosa, mi pare, almeno nel blog !!!!

    Rispondi

  28. AD Blues
    Apr 29, 2010 @ 15:35:50

    Vedi Giugiu tu mi dici non perchè penso che devo importi la mia concezione del mondo ma perchè, se penso che in un certo modo si possa vivere meglio, perchè non comunicarlo agli altri? ed ancora La chiesa come “guida” ha ragione di “dire quello che pensa” ai suoi credenti e mi trovi perfettamente d’accordo!
    Finché sono suggerimenti e sono diretti ai credenti io non ho nessun problema.

    I problemi nascono quando questi “suggerimenti” diventano universali e recepiti in leggi dello stato Italiano manco fossimo nell’Iran degli ayatollah!

    Le statistiche parlano chiaro: in Italia non esiste più la supremazia dei cattolici (basti vedere le cifre delle presenze domenicali alle varie celebrazioni) ma anche se così fosse, lo stato è LAICO (o almeno dovrebbe esserlo!) i principi religiosi non dovrebbero entrare a far parte del codice penale o civile!

    Comunque, per ritornare sui binari del post di Vale (sarà lei a dirci se siamo fuori tema o no, non trovi? Magari questa discussione interessa pure lei, no?)
    parlavamo di COERENZA e di come la scelta di non fare un matrimonio religioso sia dovuta per molti alla non disponibilità al rispetto degli obblighi che il matrimonio religioso comporta.

    Mi piacerebbe sapere se e come si pongono rispetto a tali obblighi coloro che invece hanno fatto o hanno intenzione di fare un matrimonio religioso.

    —Alex

    Rispondi

  29. zdora
    Apr 29, 2010 @ 16:24:08

    si pongono di fronte al fatto che certe cose non sono obblighi. e se la chiesa in quanto “direttore del negozio” ha le sue contraddizioni belle e buone, sono fatti suoi.

    Rispondi

  30. zdora
    Apr 29, 2010 @ 16:25:20

    questo non vuol dire che la maggior parte dei tuoi ragionamenti non filino a meraviglia, sia ben chiaro.

    Rispondi

  31. valeriascrive
    Apr 29, 2010 @ 22:15:52

    @giugiu: sai che non ho capito se hai ignorato le mie domande o se invece mi hai risposto? Ero sincera nel fartele. Mi pare tra l’altro che tu non abbia capito il mio intervento, la storia del ”freno a mano” tirato non l’ho detta e neppure mai pensata. Mi ritiro. Un saluto a tutti.

    Rispondi

  32. giugiu
    Apr 30, 2010 @ 07:20:35

    io ho risposto
    E non dico altro perchè vedo che parliamo lingue diverse

    Rispondi

  33. valeriascrive
    Apr 30, 2010 @ 21:58:21

    si, mi pare evidente.

    Rispondi

  34. AD Blues
    Mag 03, 2010 @ 11:23:23

    <b<Giugiu: mi spiace molto che tu non voglia proseguire questa discussione. Di solito questo è l’atteggiamento di chi non riesce a giustificare le proprie affermazioni.

    Sia ben chiaro, io ho il massimo rispetto per chi ha fede.
    Però, sebbene “fede” significhi cieca ed incondizionata adesione a determinati principi, questa non può essere usata a totale giustificazione delle proprie convinzioni.

    Se qualcuno mi dice e “una coppia non può rimanere insieme tutta la vita senza ricorrere all’aiuto di dio”, beh dovrebbe provare a dimostrarmi la fondatezza di questa frase nella pratica, non solo in teoria.
    Io, nel mio piccolo, ti ho portato esempi che provano il contrario, mi piacerebbe che tu provassi a rispondere ai miei esempi.

    Poi non dico che, per chi crede, il matrimonio religioso (ed intendo non la cerimonia ma il significato intrinseco) non possa essere qualcosa di magnifico e dia quel “qualcosa in più” all’unione di due persone.
    Certo, capisco benissimo.

    Ma altrettanto capisco che la stragrande maggioranza (secondo i dati che ho io) si sposa in chiesa per tradizione o per qualcun altro dei motivi elencati da Valeria, e la loro unione, nonostante l’intervento del prete e di dio, è destinata a sfasciarsi come e probabilmente più frequentemente di quelle celebrate senza l’intercessione di terze parti (sindaco compreso).

    Ringrazio la Zdora per aver condiviso la sua posizione (mi raccomando, non lo dire al prete che poi non ti sposa più! 😉 )ed invito anche altri a farlo.

    —Alex

    Rispondi

  35. giugiu
    Mag 03, 2010 @ 13:39:02

    Io non continuo la discussione solo perchè se voi non condividete ciò che per me è la base di partenza per il mio ragionamento è ovvio che per voi il mio ragionamento non sta in piedi. Quindi è inutile che riscrivo le stesse cose. Per voi Dio non c’è, non c’è niente di eterno, per voi gli uomini fanno tutto da soli.
    Io non la vedo così.
    Tutto qui.
    E ripeto io ho scritto il mio primo commento per dire una cosa positiva e non per giudicare qualcuno. Per dare un’importanza diversa, a mio avviso più ricca, ad un momento della vita che per me è importantissimo.
    passo e chiudo

    Rispondi

  36. valeriascrive
    Mag 05, 2010 @ 03:53:01

    Rispetto profondamente chi ha fede.
    Le domande che ti avevo fatto erano sincere.
    Potresti raccontare un punto di vista che io non ho mai visto, per esempio. D’altronde se le discussioni fossero solo tra persone che la pensano allo stesso modo sarebbe molto noioso.

    Quindi se vuoi rispondere a quello che ti ho chiesto, io ne saro’ felice.

    Rispondi

  37. AD Blues
    Mag 05, 2010 @ 08:31:18

    Io non continuo la discussione solo perchè se voi non condividete ciò che per me è la base di partenza per il mio ragionamento è ovvio che per voi il mio ragionamento non sta in piedi.

    Sticazzi…
    E da quando per discutere sopra un argomento bisogna pensarla allo stesso modo?
    Le discussioni si fanno giusto per confrontare punti di vista differenti.

    —Alex

    PS = Valeria, immagino non ti risponda semplicemente perché una risposta non ce l’ha. Tutto quello che ha è un paio di frasette preconfezionate da libretto di catechismo; poco importa se il confronto con la realtà è improbabile, quel che conta per loro è la forma, non la sostanza.
    Il motto non ufficiale della chiesa cattolica è “nascondi la polvere sotto il tappeto”.

    Rispondi

  38. giugiu
    Mag 05, 2010 @ 16:50:27

    AD Blues (08:31:18) : “Sticazzi…
    E da quando per discutere sopra un argomento bisogna pensarla allo stesso modo?”

    ti faccio notare che io non ho detto che bisogna pensarla allo stesso modo ma semplicemente che se per te qualcosa non può essere eterno e qualcuno al di sopra di te a cui affidarti non esiste ovviamente tutti i miei discorsi a te appaiono solo vaneggiamenti…
    Cosa significa essere in tre? che c’è un sostegno di qualcuno che ti vuole immensamente bene, che vuole il meglio per te, chè sempre con te anche nei momenti difficoltà, che si vive nella fede e nella comunità.
    Con questo per te dico solo frasette prese dal catechismo…benissimo… io devo aver letto qualcosa alle elementari…può anche essere che ci assomiglino…ma mi devi dire perchè devo stare qui a parlare se tanto tu hai già etichettato qualsiasi cosa che ho scritto e che scriverò… ed in qualche modo questo non è uno scambio di opinioni ma una specie di processo…
    quindi visto che ne avevo parlato e aveva portato solo a questo
    a certi discorsi un po’ offensivi…che per voi sono segno di rispetto….Allora ho deciso di chiudere.
    io non sono nessuno…

    Perchè per te sono una pecora che segue il gregge che si fa mettere due fette di prosciutto davanti agli occhi.

    Io credo e rispondo alla mia coscienza e a Dio
    tu rispondi alla tua
    Per te è giusto che uno sia libero di fare qualsiasi cosa e invece per me è giusto che la collettività si prenda l’onere di prendere una posizione su cose delicate. Se per te la maggioranza che ha votato persone che continuano a fare scelte da credenti significa che è la Chiesa a comandare in questo paese mi spiace…anche perchè le scelte fatte ultimamente tutto mi sembrano tranne che andare nella direzione che la chiesa vorrebbe. Se ti infastidisce che la chiesa dica pubblicamente la sua opinione sui fatti della vita, mi spiace…ma, quale guida dei suoi fedeli, è giustissimo che parli.
    le persone grandi e vaccinate sono per voi in grado di fare e risolvere tutti i problemi da sole…per me non è così.
    e per me certe cose che ci capitano sono grazie… per voi sono “sfighe”
    per me sono i luoghi in cui conoscermi e crescere nella fede.
    Io non sono nessuno, la mia fede non è forte. Come tutti gli esseri umani sbaglio, così come tutti i credenti possono farlo dall’ultimo a quello seduto sulla sedia più importante che chiede a Lui, tutti i giorni, la forza di fare la scelta giusta.
    La libertà di cui spesso si parla a me sembra spesso egoismo, senso di onnipotenza e scarso senso di responsabilità nei confronti degli altri e della collettività.
    Ora vi lascio liberi di insultare….
    adios

    Rispondi

  39. AD Blues
    Mag 06, 2010 @ 13:09:58

    Dimmi te quando ti ho insultato…
    No sai perché adesso son curioso.

    Nessuno mette in discussione la tua fede in dio e la tua voglia di vivere la tua vita in funzione di questa fede (ammirevole) ma qui, ti ricordo, stavamo discutendo della chiesa cattolica e di un suo rito.
    Partecipare a questo rito dovrebbe implicare l’accettazione integrale delle regole che la chiesa impone (tanto più che il diritto canonico stesso prevederebbe la nullità del vincolo matrimoniale se uno dei due va a sposarsi con il preciso proposito di non rispettare queste regole).

    Stavamo discutendo del fatto che chi non è completamente d’accordo con queste regole non dovrebbe sposarsi in chiesa per ragioni di coerenza.

    E stavamo discutendo anche del fatto (tua affermazione) che le unioni civili o semplicemente di fatto siano più o meno serie di quelle benedette da un prete.

    Mi piacerebbe che la discussione ricominciasse da qui.

    —Alex

    Rispondi

  40. giugiu
    Mag 06, 2010 @ 15:27:04

    tu dici che ho detto cose che non ho mai detto.
    Ho detto delle cose ben diverse.
    La discussione finisce qui per me perchè per l’ennesima volta le hai girate in modo diverso.

    Io ho detto una mia opinione su una cosa precisa, l’ho collocata specificatamente nell’ambito della fede
    e nel fatto che per ME il meglio per ME STESSA come FEDELE è quello.
    Non ho detto che una cosa è meno SERIA
    L’unica cosa che ho detto è che se la vivi già col pensiero della scappatoia …parti già male
    e che non è coerente andare a sposarsi in chiesa se uno non crede e se magari pensa le cose che hai scritto tu sulla chiesa. Poi se uno lo fa perchè è bello o per far felice la famiglia….
    come ho già scritto ha la sua di coscienza

    Se poi io leggo toni da presa per i fondelli…sarò pure io prevenuta ma lo percepisco tanto nel tuo “ammirevole”
    io abbandono definitivamente

    Rispondi

  41. AD Blues
    Mag 07, 2010 @ 11:21:34

    Vedi che sei prevenuta?
    Il mio “ammirevole” è sincero.
    Ma evidentemente voi cattolici pensate che tutto il resto del mondo vi prenda per i fondelli e quindi reagite di conseguenza.

    Tu dici che ti ho insultato e non non l’ho mai fatto.

    Non mi sembra di aver rigirato nulla.

    Comunque il problema è molto più profondo e complesso di quello che descrivi tu.
    Non è un problema di credere in dio o meno. Tantissima gente infatti crede ma non è disposta ad osservare TUTTE le prescrizioni che un matrimonio in chiesa comporta.
    Il problema è la coerenza.
    Quanti credenti convinti nonostante l’abito bianco ed il prete ed una buona partenza con tanto di sincere profferte di convivenza eterna poi si divorziano lo stesso?
    Quanti di loro usano anticoncezionali regolarmente? (e non voglio nemmeno pensare all’aborto)
    Quanti di loro cornificano regolarmente il\la coniuge e poi vanno in chiesa alla domenica?

    Il problema è la coerenza.

    Non vorrei entrare nel personale ma quante delle prescrizioni della chiesa riguardo al matrimonio tu rispetti? Non mi rispondere, ti prego, vorrei solo che tu ci riflettessi nel tuo privato.
    Lo hai detto tu stessa che se uno non crede alla chiesa ed alle sue regole farebbe bene a non sposarsi in chiesa, no?

    —Alex

    PS = sappi che io ammiro la coerenza in tutti anche coloro che sono coerenti con ideali che non condivido. Ti dice nulla un tale Voltaire?

    Rispondi

  42. giugiu
    Mag 07, 2010 @ 12:34:19

    io alla tua domanda, non solo in relazione al matrimonio ma anche a tutto il resto rispondo tutti i giorni.
    Infatti a queste cose ho risposto già in quello che ho scritto, non una ma più volte… solo che forse non sono le risposte che tu vuoi.

    Scusa se il tuo non era un prendere in giro…
    ma tutti i giorni, soprattutto nel luogo in cui lavoravo prima, questo modo di prendere in giro erano all’ordine del giorno non dirette a me ma ad altri…e non solo le battute…anche di peggio (ma qui non voglio parlare di queste cose ma ho già parlato di discriminazioni in tal senso).

    comunque a te pare di non aver rigirato tutto invece mi hai messo in bocca cose che non ho mai scritto.

    “Ma evidentemente voi cattolici pensate che tutto il resto del mondo vi prenda per i fondelli e quindi reagite di conseguenza.”
    in tutto quello che scrivi hai già deciso
    come ho già detto
    hai già deciso
    e hai già accusato
    senza sapere nulla
    ed evidentemente non sai proprio nulla di chiesa se continui a scrivere queste cose.
    vedi il problema qui non è di credere in dio o no
    ma di credersi dio o no

    Rispondi

  43. AD Blues
    Mag 07, 2010 @ 13:14:38

    Avete la fissa voi cattolici di definire coloro che non credono come arroganti che si credono dio. Questa convinzione vi deve discendere probabilmente dalla genesi, capitolo 3,4… O qualcosa di simile.
    Io non mi sento affatto un dio, sono solo me stesso. Ed il mio comportamento è dettato dalla mia coscienza esattamente come il tuo.

    Se credessi ti risponderei che il mio comportamento è un inno a dio che mi ha creato a sua immagine e somiglianza e mi ha donato il libero arbitrio.

    Non vorrei deluderti ma credo di saperne un pochino di chiesa cattolica… Più di quanto tu non possa immaginare.
    Forse è il tuo stare dentro alla chiesa, come in una comoda cuccia calda che ti impedisce di vedere le cose così come le vedo io e tanti altri che hanno commentato argomentando le tue affermazioni in questo post.
    Dall’esterno si riesce ad essere molto più obiettivi e razionali.

    Probabilmente il tuo è lo stesso tipo di sentimento che impedisce a milioni di cattolici in tutto il mondo di ribellarsi, per esempio, al folle modo in cui sono stati gestiti i casi di pedofilia da parte di esponenti del clero.

    —Alex

    PS = Ovviamente non posso e non voglio mettere in discussione la tua risposta.

    Da ex cattolico praticante ti dico che da parte mia ritenevo IMPOSSIBILE essere al 100% coerenti, e non tanto per le manchevolezze temporanee che vengono benevolmente perdonate, quanto per le mie intime convinzioni.

    Io non potrò mai accettare per esempio che non si permetta l’uso del preservativo a chi è affetto da epatite o HIV, specialmente in Africa dove la situazione è drammatica.

    Non posso pensare che venga stigmatizzata la vaccinazione contro l’HPV.

    Non posso pensare di scegliere “liberamente” di non fare sesso con la mia compagna se non sono pronto ad accettare una gravidanza perché è con l’unione dei due corpi che mi dono a lei, se non potessi farlo che dono “limitato” di me le darei?

    Adesso immagino che tu adesso mi tornerai fuori con la storia del piacere “egoistico” della sessualità. Ed invece ti sbagli, se fossi egoista andrei con la prima sbarbatella mezza brilla incontrata in discoteca.

    Io ti sto parlando della mia compagna, quella che amo più di me stesso, non di una compagnia occasionale. Quella mia compagna per esempio che per una certa malattia non sopravviverebbe ad una gravidanza. In questi casi la chiesa non ammette discussioni, astinenza. Ebbene io non sarei stato pronto a tutto questo e siccome la mia coscienza mi impone di prendere o lasciare, io lascio; non sopporterei di stare con i piedi in due scarpe differenti, dentro la chiesa ma con alcuni “distinguo” come se l’appartenenza ad una religione si potesse negoziare: questo mi piace, questo no.

    Rispondi

  44. giugiu
    Mag 07, 2010 @ 17:24:06

    Hai voluto portare la tua esperienza personale qui. So che non è facile. Mi dispiace per quello che state vivendo.
    La cosa che non capisco è se per te esisteva un dio e ora che non codividi dei principi della chiesa il tuo dio non esiste piu… o ci credi ma lo hai chiuso in un cantuccio.
    Io ribadisco non sono assolutamente la super credente perfetta…
    anzi

    Io non ho voluto portare nel post le mie esperienze personali.
    Non hai la più pallida idea di cosa mi porti a dire queste cose….
    la chiesa cuccia calda per me non lo è mai stata
    la religiosità può anche essere una bella maschera che in tanti usano
    Ma la fede è qualcosa di diverso
    anzi si fa fatica …tanta fatica
    a coltivarla e a non mollare
    a non cadere
    e si cade
    si cade perchè nessuno di noi è perfetto
    e lui ci vuole bene lo stesso!

    Continui a generalizzare e a riempire di frasi fatte contro i credenti.
    Puoi risparmiarti certe affermazioni come quelle legate alla pedofilia.
    Io ho trovato la stessa indignazione tra i credenti che tra i non credenti.
    Non hai la minima idea di cosa penso io o pensano gli altri.

    è la cosa più facile mollare e agire in libertà…con la propria coscienza e con le proprie menzogne che in ogni momento sappiamo raccontare a noi stessi…
    Come il fatto che pensiamo che alcune cose ci renderanno felici…Per averle magari abbiamo pure calpestato gli altri e quando le raggiungiamo restiamo come prima…insoddisfatti.
    Non ho detto che tutti i non credenti credono di essere Dio. Credo che tutti senza accorgercene ci comportiamo come se lo fossimo…

    Per questo per me (PER ME) tutti abbiamo bisogno di una guida.
    La mia è lui
    anche se in tanti momenti lo sento lontano…
    Ma sono solo io ad essere lontana, a far finta di non vedere….
    perchè è più facile allontanarsi che starci.

    Rispondi

  45. AD Blues
    Mag 08, 2010 @ 03:18:23

    Ero contro l’ipocrisia dei cosiddetti fedeli anche quando per conformismo frequentavo le parrocchie.
    Crescendo poi si riordinano anche le idee e si fa pulito di tanta roba; soprattutto s’impara a non aver paura di comportarsi in maniera coerente con la propria coscienza anche se questo va contro il pensiero e la cultura dominante.

    —Alex

    Rispondi

  46. giugiu
    Mag 08, 2010 @ 12:45:00

    quelli seguono tutto ciò che è religiosità …che in molti casi a poco a che fare con la fede.
    Buon finesettimana
    Ciao

    Rispondi

  47. b.a.
    Mag 28, 2010 @ 12:19:06

    io mi sono sposata in comune perchè nelle mie cose sono molto drastica.
    O nero o bianco.
    Non frequentando la chiesa e non seguendo i suoi dettami anche perch+è credo che Dio sia una cosa la chiesa tutt’altra, sarebbe stata una contraddizione e per fortuna non solo per me ma anche mio marito che è del mio stesso parere.
    Poi finchè saremo in un paese libero ognuno potrà fare ciò che meglio crede ma Michela ha ragione, basta oraganizzarsi per far si che un matrimonio sia bello a prescindere da dove lo si celebra.

    Rispondi

  48. stefafra
    Giu 09, 2010 @ 17:35:03

    Mmmmh, per me il matrimonio ha senso solo come contratto, per pararsi il didietro in caso di morte o disgrazie varie incluso l’abbandono o per motivo di visti (se invece dell’Inghilterra ci fossimo trasferiti in USA probabilmente ci sarebbe toccato sposarci per stare insieme, visto che io non avevo un lavoro al momento), e per ora vorrei evitare, grazie.
    Essendo tutti e due atei e con confessioni di partenza differenti (cattolica io, forse qualche genere di riformato lui con un paio di generazioni di non battezzati) la chiesa la escludiamo di principio.
    Resta il comune, magari in privato (io) o con rinfresco coi parenti (sospetto piacerebbe a lui…).
    Quanto a quelle/i che “mi sposo in chiesa per amor del quieto vivere, per far contenta la nonna, per i parenti” hanno tutto il mio disprezzo.
    Chi é credente fa bene a crederci e a seguire le sue convinzioni, ma solo se l’altro ci crede pure lui/lei almeno in una certa misura.

    Rispondi

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