Cesena-Genova-Barcellona-Tarragona-Castellon de la Plana-Valencia-Barcellona-Genova-Casa

Titolo lungo! perdonata? (anche perchè il post sarà lunghissimo)

Si si.. i titoli sono fondamentali, ma non potevo scrivere semplicemente la vacanza in Spagna, per l’ennesima volta , anche se questa in moto!

Per prima cosa voglio sfatare le notizie che mi arrivavano a destra e sinistra: c’è il modo di non distruggersi in vacanza in moto! E’ stato uno dei migliori viaggi mai fatti, per me, di quelli che senti nominare nelle pubblicità : il viaggio non è arrivare ad una meta, ma godere di quello che si trova nel tragitto!

Partenza sabato 22 agosto al mattino, rientro a casa martedì 1 settembre, breve ma intenso! Il tragitto più lungo, fatto, è stato da Cesena a Genova, dove ci siamo fermati a cena da un amico prima di prendere il traghetto! Devo dire che non mi sono mai fermata prima di allora a Genova, nonostante sia sul percorso che faccio ogni anno per andare al Festival di Sanremo. Non mi ha mai fatto impazzire attraversarla in autostrada: le case sono tutte fitte e proprio a ridosso di questa arteria così trafficata, ma il fermarmi qualche ora mi ha dato la possibilità di vedere un panorama mozzafiato dal terrazzo di Luca.

Moltissime case a Genova hanno terrazzi sul tetto bellissimi, quasi come giardini pensili . La permanenza è stata brevissima, visto che a mezzanotte ci imbarcavamo su Grandi Navi Veloci in direzione Barcellona.

Il traghetto non è il massimo, devo dire che la cifra comunque non è alta. La cabina interna che avevamo prenotato era davvero piccola, un loculo praticamente, sporca e poco agevole. Per fortuna che eravamo con una coppia di amici, sarebbe stato decisamente più fastidioso dividere una cameretta di un metro per due, 4 letti e un bagnetto, con due sconosciuti. Il freddo sul traghetto è impressionante, per riscaldare la camera abbiamo usato il phon. La traversata dura 18 ore, quindi si è costretti a vivere una nave che non ha molte attrezzature: piscina senza acqua, pochissimi lettini sul ponte, al massimo una ventina, baristi alienati che in molti casi non parlano nè in Italiano, ma nemmeno in Inglese, Spagnolo o Francese.

Siamo arrivati a Barcellona domenica sera 23 agosto e abbiamo dormito un po’ fuori rispetto al centro cittadino (l’unico albergo prenotato). Una camera matrimoniale all’Ibis di Cornella de Llobregat -vicinissimo all’aeroporto cittadino- per 55 euro a stanza per notte, esclusa colazione. Albergo dignitosissimo, pulito, con il parcheggio per lasciare la moto . Camera spaziosa e luminosa e un particolare: nel rispetto dell’ambiente al posto dei vari saponcini mono-porzione, c’erano dispenser utilissimi ricaricabili .

Sono già stata altre due volte a Barcellona, ma poterla girare in moto è decisamente splendido, potersi muovere facilmente e raggiungere quindi vari posti in poco tempo è magnifico. Si viaggia benissimo in città , nonostante il traffico. Il centro è pieno di semafori, anche 4 per per rotonda, ma la viabilità è scorrevole. Nei due giorni che ci siamo fermati a Barcellona sono riuscita ad andare al Museo di Picasso, che ripercorre come una biografia la sua storia, dai primi disegni. Nessun quadro ultra famoso, ma un viaggio dal bambino Picasso attraverso la sua evoluzione, fino alla vecchiaia. Il biglietto dell’ingresso costa 9 euro e ne vale la pena (sempre che prima abbiate visto la città, altro museo a cielo aperto).

Mentre la prima cena a Barcellona è stata deludente al massimo, era talmente tardi che ci siamo fermati sulla Rambla, la seconda di gusto! Siamo andati in un ristorantino sulla spiaggia, al di la del Porto Olimpico, in direzione Girona, vicino alla spiaggia per nudisti. Il posto si chiama Chiringuito e cucinano pesce. Ottimi piatti, non scarsi e cifra giusta! In Spagna abbiamo bevuto, anche le altre volte, più spesso la birra, che quasi quasi costa meno dell’acqua!

Abbandonata Barcellona siamo andati a Tarragona, un centinaio di km più a sud, in direzione Valencia. Per raggiungerla abbiamo attraversato il delta del fiume Embre. Il territorio cambia velocissimo appena lasciato Barcellona, dopo aver attraversato le prime colline a ridosso della città si passa da una zona con terra rossa, a un verde brillantissimo del delta.

Tarragona è patrimonio mondiale dell’Unesco, con una zona di rovine antiche romane mozzafiato. Un giorno e mezzo per visitarla.Abbiamo alloggiato all’Hotel Ciutat, che abbiamo trovato grazie all’ufficio informazioni cittadino. Anche in questo caso la cifra spesa è stata bassa, circa 60 euro per camera, senza colazione. Il parcheggio sotterraneo per la moto è a pagamento, ma due moto pagano come una macchina. L’hotel si trova sulla rambla cittadina, percorrendola si arriva ad una terrazza affacciata sul mare , dove si puo’ vedere sulla destra l’antico anfiteatro romano. Per la cena siamo andati nel centro cittadino, alla Taverna Txantxangorri. Locale piccolissimo, dove si possono mangiare le tipiche tapas o anche piatti tradizionali della cucina basca.

Dopo una mattina spesa nel “percorso” dell’antica Roma (all’ingresso del museo di Tarragona c’è anche la Lupa) siamo andati in spiaggia,  si puo’ scegliere tra arenili più grandi o la Playa Romana, una calettina piccolissima, accogliente e dove , il giorno dopo che l’avevamo trovata, si è spiaggiato uno squalo!

Un altro centinaio di km e siamo arrivati a Castellon de la Plana, cittadina che abbiamo vissuto solo pochi minuti e che abbiamo attraversato con un simpaticissimo signore spagnolo che con il suo scooter ci ha portato da una parte all’altra della città alla ricerca di un ufficio informazioni aperto .. troppo tardi, quindi ci ha consigliato di scendere di pochi km e arrivare nella zona marittima della città, El Grau!

El Grau ci ha ospitati per due notti , all’hotel Nh Turcosa. Si trova proprio di fronte al porto turistico, la cifra per camera va dai 40 ai 65 euro per notte. Questo albergo non ha il parcheggio, ma abbiamo potuto lasciare le moto proprio davanti all’ingresso, dove ci hanno assicurato la presenza notturna di una persona . Anche in questo caso il prezzo per camera non comprendeva la colazione, che quasi sempre abbiamo preferito fare fuori dall’albergo, visto che le cifre per colazione vanno dai 7 ai 15 euro per persona . Il paese è decisamente una località turistica di mare, anche se non abbiamo incontrato italiani, bensì famiglie spagnole.  Il porto è bellissimo, ristrutturato da pochi anni, con decine di barettini , piccoli ristoranti (praticamente chioschi) dove mangiare pesce fresco a cifre bassissime. C’è anche una multisala, il casinò , la sala giochi e una zona dedicata al mercatino . Nei due giorni in cui ci siamo fermati siamo andati anche in spiaggia. A El Grau ci sono spiagge spoglie, bellissime, che da una parte guardano le montagne al ridosso della costa. Volendo, nel paese vicino, ci sono stabilimenti balneari più attrezzati, ma il panorama ci perde decisamente visto che sono incastrati uno sull’altro una serie di palazzoni quasi fantozziani .

Il penultimo spostamento è stato venerdì mattina 28 agosto, quando abbiamo percorso i 70 km che ci separavano da Valencia. Di Valencia non ricordo il nome dell’albergo, che abbiamo trovato sempre grazie all’ufficio informazioni . L’ufficio info di Valencia si trova in Plaza Reina, facilmente raggiungibile sia con la moto che con i mezzi pubblici. Cifra spesa sempre nella media, ma in questo caso era compresa la colazione, l’albergo scelto era in pieno centro cittadino , in Plaza del Ayuntamento.

Anche a Valencia sono state altre due volte e in questa occasione abbiamo noleggiato le biciclette. Attenzione perchè a Valencia rubano le selle delle biciclette!!! a noi è successo quando le abbiamo lasciate all’ingresso del Bioparco . Andare alla ricerca della più vicina filiale del noleggio senza sella non è il massimo , sopratutto perchè ad una delle bici si è pure rotto un pedale strada facendo!

La prima cena Valenciana è stata in un posto che avevo già frequentato in precendenza, un localino tipico in Plaza Reina, proprio di fronte l’ufficio informazioni, si mangiano solo piccoli panini farciti, BUONISSIMI !!!

Per la seconda cena ci siamo fatti abbindolare da una struttura di origine romagnola. Un osteria  riminese che ha aperto la filiale in zona porto a Valencia. la piadina è confezionata e carissima.

Torno al Bioparco, che vi ho solo nominato qualche riga fa . Si trova all’estremità opposta, rispetta alla città dell’Arte e della Scienza sul parco Turia (parco che è sorto sul letto del fiume Turia, di cui hanno deviato il corso).

Il Bioparco è splendido, uno zoo senza barriere, un mini safari da percorrere a piedi dove vedere animali che si possono muovere agilmente e giocare tra loro! ho un sacco di foto anche del bioparco, come del resto .. ma penso che farò una pagina dedicata alle foto, visto che questo post è diventato davvero lunghissimo ! Il costo per entrare al Bioparco è di 21 euro a testa, di cui una parte viene devoluta per far stare al meglio gli animali nei loro luoghi natii .

Domenica 30 agosto abbiamo ripreso la moto e siamo tornati a Barcellona, per l’ultima notte prima di imbarcarsi . La città era pienissima, causa il raduno mondiale dei cardiologi. Abbiamo cenato da Tapa Tapa, di fronte a Casa Battlò, posto che mi aveva consigliato una mia amica e dove abbiamo fatto , davvero, la cena a basa di tapas di vario tipo. Lunedì mattina, prima di imbarcare sul traghetto abbiamo fatto un giro al Parc Guell, arrivare in moto all’ingresso …. non ha prezzo! La volta precendente avevo fatto una lingua a cotoletta nel risalire la collina fino al parco, nonostante in qualche occasione, per la strada, ci siano le scale mobili!

In tutto questo veloce peregrinare abbiamo dovuto usare solo una volta le gli abiti antipioggia in moto, e per poco tempo! Viaggiavamo con il bauletto e le due valigie laterali della borsa piene, compresi antipioggia e qualche ammenicolo per la moto, nel caso di foratura . Non ho nemmeno usato tutti i panni che avevo portato, certo che qualche accortezza c’è stata: per esempio ho comprato teli mare di microfibra, ho usato prodotti lush per il bagno, ho portato con me (oltre alle scarpe da ginnastica che indossavo per gli spostamenti) solo un paio di infradito e uno di ballerine.

Il viaggio è stato splendido, vi assicuro !

Se decidete di andare via in modo comprate un buon giubbotto da moto, non fa caldo: ne avevo uno davvero ben areato e che mi protegge anche dalla pioggia, ma .. non fate come me per il casco: avevo un jet con visiera e c’è da diventare matti se soffia un po’ di vento, comprate un integrale!

Per le foto, a breve, nella home page, troverete la pagina chiamata Spagna, così potete vedere tutto!

w i viaggi in moto, sopratutto se la compagnia è stata fantastica come quella che era con me , fondamentale

v

5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. zdora
    Set 10, 2009 @ 10:47:43

    heeeee…mi hai fatto sognare per un po’

    Rispondi

  2. valeaparigi
    Set 10, 2009 @ 11:02:25

    …sono pronta a partire! Con amici si parlava di Barcellona prorio ieri sera…forse ad ottobre la scoprirò anch’io…I hope!

    Rispondi

  3. Trackback: Cesena-Genova-Barcellona-Tarragona-Castellon de la Plana-Valencia …
  4. Arruffata
    Set 13, 2009 @ 13:38:27

    …beh, la prossima volta che vieni a Genova ti voglio a cena sul mio, di terrazzo!😉 Ma non venire senza Rocco, neh?😉

    … sarebbe bello andare oltre lo schermo…

    Rispondi

  5. salvo
    Set 28, 2009 @ 15:31:03

    mi è venuta nuovamente voglia di partire!

    Rispondi

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